Il Lions porta la musica in carcere E la rieducazione diventa speranza

by Tonino

VIBO

IL PROGETTO DEL CLUB COINVOLGERÀ PER DUE GIORNI I DETENUTI

Il Lions porta la musica in carcere E la rieducazione diventa speranza

 

Rosita Mercatante

Un’occasione di svago e di crescita a chi vive un periodo di rieducazione al chiuso di un carcere. È questo il senso dell’iniziativa promossa dal Lions club a favore dei detenuti della casa circondariale che si articolerà in due giornate.

A dare avvio al progetto sarà, il 7 dicembre alle ore 14, una lezione formativa sugli aspetti culturali e sociali affrontati nelle canzoni del compositore calabrese Otello Profazio. Mentre giorno 14 alle ore 9 sarà proprio l’artista, introdotto dalle recensioni dei carcerati, a tenere all’interno dell’Istituto penitenziario un ricco e appassionante spettacolo musicale.

«Un progetto – ha spiegato Nicola Fusca presidente del club – che percorrendo la strada della solidarietà e della condivisione invita tutti a guardare oltre gli steccati sociali, a superare i pregiudizi e la diffidenza, abiurando la diffidenza nei confronti di persone le cui fragilità vanno accettate se pur non giustificate».

Un invito alla società ad affacciarsi oltre quelle mura, dove si incontrano volti pieni di speranza e di disperazione, con attenzione e sensibilità. Un invito a spendersi per queste persone con disponibilità e generosità come ha deciso di fare il cantautore che si esibirà anche il prossimo 5 gennaio in occasione della serata dedicata alla Polizia penitenziaria e ai dipendenti della Direzione della casa circondariale. Profazio proporrà il suo vasto repertorio di musica popolare calabrese rievocando la storia, le tradizioni e i costumi della nostra terra. Un ricco repertorio il suo che da sempre dà voce alle tante anime del Meridione. L’eco dei suoi capolavori sarà in grado di coinvolgere e di “educare” il gruppo dei detenuti protagonisti del progetto accolto con entusiasmo dal direttore del carcere Antonio Galati. «Ci siamo affidati al linguaggio universale della musica – ha aggiunto Fusca – perché da questo derivano insegnamenti e stimoli per far emergere il senso di umanità latente in ciascuno di noi».

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