PIZZO CALABRO - Il centro Alzheimer, una realtà da supportare.

by Letizia Rondinelli

La struttura di Pizzo non essendo accreditata con il Ssn è accessibile a pochi. 
L'ottimo servizio tiene conto dei pazienti e delle loro famiglie. 

PIZZO CALABRO - Il centro Alzheimer presta terapie individuali e di gruppo, fornisce anche i pasti e allevia le famiglie nella gestione del carico emotivo. Il tutto mentre i pazienti vengono assistiti, sostenuti e stimolati per consentire loro di mantenere le funzionalità residue nell'ottica dell'autonomia. 
Un servizio eccellente il cui costo però grava sulle famiglie dei pazienti, poichè la struttura non è accreditata col sistema sanitario, poichè la Regiona non ha un piano di rientro atto allo scopo. E mentre si sprecano i fondi europei, la speranza di un centro diurno per i malati di Alzheimer diventa una chimera. Nella struttura che ospita il sodalizio presieduto da Maria Rita Carreri, attualmente vi operano la psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo comportamentale nonchè responsabile del Centro, Chiara Borrello, l'educatrice Rossella Pappa, la musicoterapista Daniela Costantino e l'assistente alla persona, Mariateresa Feroleto. 
insomma, c'è la struttura al piano inferiore dell'ospedale napitino, ci sono i professionisti ma poichè il costo ricade sulle famiglie, il Centro resta elitario. Attualmente ha una decina di pazienti che provengono da diversi comuni del Vibonese ma, il servizio diurno non decolla perchè il numero è insufficiente. 
Il Centro è nato nel 2011 con un progetto lanciato dal Csv e dall'Asp da cui ha ottenuto i locali in uso, gli stessi che hanno ristrutturato e messo in sicurezza, restituendogli dignità e decoro, visto che prima erano stati vandalizzati. La speranza è che anche il sodalizio rientri nel piano di riequilibrio sociale, visto che la nuova legge sul welfare ha trasferito le competenze ai Comuni. Insomma, se la struttura fosse accreditata, sarebbe uno sgravio per le famiglie e potrebbe incrementare il numero degli utenti e degli operatori. 

FONTE: Gazzetta del Sud
AUTORE: Rosaria Marrella

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