Visite bloccate, domina il Covid

by Tonino

VIBO

Visite bloccate, domina il Covid

«Sarebbe stato utile realizzare un centro dove assistere i pazienti infetti»
Il rischio secondo l'utenza è che vengano trascurate gravi patologie «Senza prevenzione i tumori avanzano»

Vittoria Sicari

Bloccate a causa della seconda ondata di covid-19 le visite specialistiche in ospedale, fatte salve le urgenze. I cittadini per la seconda volta, dopo il lockdown di marzo scorso, sono costretti a riprogrammare gli appuntamenti. La ratio della misura punterebbe a un doppio obiettivo: ridurre ulteriormente le zone di possibile contagio e liberare in via precauzionale i reparti nel caso vi fosse bisogno di attingere a personale medico ed infermieristico.

Ma la decisione è considerata dall'utenza irrispettosa del diritto alle cure e alla salute. «Non esiste solo il coronavirus - esordisce Fortunata Navarra -. I danni che stanno producendo le scelte dei nostri politici sono incalcolabili. Mia madre aveva dolore alla gola, ma non ha potuto effettuare una visita a causa del blocco della diagnostica, di recente ci siamo accorti che ha un carcinoma. Perché i nostri cari politici - prosegue - non hanno scelto di adattare l'ospedale di Tropea a centro Covid invece di chiudere lo Jazzolino? Così facendo - conclude - se non si muore per l'epidemia si muore per altre patologie».

Dello stesso parere Giuseppina Cutuli che racconta la trafila vissuta dal marito. «Siamo andati a Catanzaro per una visita - commenta - ma ci hanno detto di tornare a casa perché la Regione ha bloccato tutto. Un mio paesano - continua - per fortuna il mese scorso è stato ricevuto e gli è stato diagnosticato un tumore ai polmoni ma adesso deve farsi curare a pagamento». Dura la reazione di un giovane e brillante medico che ha scelto di restare in Calabria e che continua a frequentare corsi di specializzazione per offrire ai suoi pazienti un servizio qualitativamente efficiente. «Il nostro sistema sanitario - sottolinea Domenico Tramontana - fa acqua da tutte le parti. Anni di commissariamento non sono serviti a nulla se non a peggiorare le cose. Ne abbiamo messe di pietre per il nuovo ospedale… - continua - e infatti sono fatte solo le fondamenta. Questa chiusura è una vergogna per la Calabria e per tutti i calabresi. Fare politica - conclude - è ben altro… Siamo governati da gente che non vuole bene a questa terra, ma che bada solo ai propri affari e noi cittadini, fin quando li sosterremo, saremo loro complici». A mettere il dito nella piaga anche Isabella Puntoriero. «La Calabria “zona rossa” per mandare un altro commissario. É questa la scelta di chi ci governa - rimarca - e poi dobbiamo attendere anni per una visita». Gli ambulatori ospedalieri sarebbero dovuti rimanere aperti secondo Antonella Passantino, anche perché già «in tempi normali le attese per la specialistica e la diagnostica sono bibliche».

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