CALABRIA - Libera: «Un esempio da seguire»Il tabaccaio coraggioso riapre il negozio

by Tonino

 

CALABRIA

Libera: «Un esempio da seguire»Il tabaccaio coraggioso riapre il negozio

Nella primavera dello scorso anno denunciò e fece arrestare il boss Antonio Mancuso e il nipote A testa alta: «Non sarà facile per me ripartire ma sento la vicinanza della comunità e dello Stato»
Prima seconda terza quarta quintaNome CognomeLe prime indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Tropea

Pino Brosio Nicotera

Carmelo Zappia - il tabaccaio di Nicotera finito sotto il torchio della criminalità organizzata che, stando a quanto emerge dalle carte dell'operazione “Maqlub” scattata la mattina del 18 luglio 2019 su iniziativa della Procura di Vibo Valentia, puntava a spogliarlo di ogni suo bene - torna a lavoro. Nel pomeriggio di domani, con gli uomini della scorta al suo fianco, infilerà la chiave nella serratura e tirerà su, non senza emozione, la saracinesca della sua tabaccheria ormai abbassata da quasi un anno.

Tutto lascia pensare che al ritorno di Carmelo dietro il suo bancone, assisteranno tanti cittadini, ma anche autorità civili, religiose e militari. Lo Stato, di certo, punterà a ribadire con forza la sua vicinanza a un uomo che, nel momento in cui la sua vita era diventata un calvario senza punti d'arrivo, ha saputo scegliere la via della legalità affidandosi alle forze dell'ordine e ai rappresentanti delle istituzioni. Ognuno, per la parte di sua competenza, ha subito saputo dargli sicurezza e infondergli fiducia nel futuro.

E Carmelo non pare abbia nascosto nulla delle sue vicissitudini. Fornendo al maresciallo Luca Caravaglio, comandante della stazione dei Carabinieri di Nicotera, e al capitano Nicola Alimonda, comandante della Compagnia di Tropea, tutti i dettagli della vicenda, ha consentito che scattassero accurate indagini con conseguente acquisizione di prove che la mattina del 18 luglio 2019 sono sfociate nell'arresto del boss Antonio Mancuso, 82 anni, e di suo nipote Alfonso Cicerone, 46 anni. Successivamente, a conclusione delle indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro, l'elenco degli indagati si arricchiva per annotare, alla fine, ben dieci persone rinviate a giudizio.

Peraltro, a parte Carmelo Zappia, si sono costituiti parte civile il Comune di Nicotera e la Regione, mentre la Provincia, pur essendo stata individuata dalla Dda quale parte offesa, ha preferito imboccare altri percorsi. Comunque sia, ancora un po' d'attesa, e poi si riparte. Grazie alla vicinanza dello Stato e alla solidarietà dei cittadini, Carmelo, commerciante tanto mite quanto coraggioso, riprenderà tra le mani il bandolo della sua vita. Sa che le difficoltà da affrontare per riavviare la sua attività non saranno poche e che tornare ad offrire alla clientela tutti i servizi non sarà semplice. Questa volta, però, riparte con gli scaffali forniti di prodotti del monopolio e con la forte sensazione di potercela fare. Per organizzare al meglio la giornata di domani, stanno lavorando a fianco di Carmelo Zappia, anche l'amministrazione comunale e l'associazione “Libera”. Due punti di sostegno che torneranno utili in qualsiasi momento di difficoltà. «Non sarà facile ripartire - afferma Carmelo Zappia - ma, grazie anche alle manifestazioni di solidarietà, agli incoraggiamenti pervenutemi da ogni parte e alla vicinanza dello Stato, ce la metterò tutta per riportare la mia vita sui binari della normalità». Poche parole le sue che lasciano, però, trasparire un comprensibile travaglio interiore. Molto dipenderà anche da come la cittadinanza saprà stargli vicina non solo domani pomeriggio, ma anche nel tempo a venire. Il tabaccaio 53enne potrà, in ogni caso, contare sulla vicinanza di tutti i suoi familiari.

Allegato:

Nicotera

Il 4 settembre non sarà una date come tutte le altre. Non lo sarà per Carmelo Zappia, il tabaccaio coraggioso che ha saputo dire no ai suoi estorsori; non lo sarà per Nicotera, chiamata a schierarsi a fianco di uomo che, oggi più che mai, ha bisogno di non sentirsi solo. Di questo appare convinto il Coordinamento provinciale di “Libera”, associazione antimafia guidata da Giuseppe Borrello e sin dal primo momento schierata a sostegno del tabaccaio. «Una saracinesca che riapre - si legge in una nota - un uomo coraggioso che ritorna al suo lavoro, uno Stato credibile e forte. La 'ndrangheta ha perso. Perché sì, bisogna gridarlo a gran voce che a Nicotera la 'ndrangheta ha perso; ha perso la legge del silenzio, della rassegnazione e della paura». Domani pomeriggio, il rumore di una saracinesca che sarà alzata per consentire ad un uomo coraggioso di tornare a gestire la propria attività e la propria vita, non investirà solo Nicotera, ma anche tutto il Vibonese e la Calabria intera.

Il semplice gesto di una chiave che si infila nella serratura avrà, infatti, «un valore immenso - sostiene “Libera” - perché alimenta ancora di più la speranza del riscatto per un'intera comunità, chiamata a mostrare senza tentennamenti da che parte sta. A supporto della scelta coraggiosa di Zappia dovrà, infatti, esserci il calore ed il sostegno della gente». La sfida, naturalmente, non terminerà domani, ma «verrà giocata, soprattutto, all'indomani del 4 settembre - sottolineano di responsabili di “Libera” - quando, dopo i clamori e le giuste attenzioni mediatiche, subentrerà la quotidianità dei cittadini e delle cittadine, che speriamo possano scegliere un consumo critico e responsabile per costruire una società la cui economia è eticamente orientata». Sulla cittadinanza, in sintesi, graverà il compito di stare vicina a Carmelo Zappia per difendere la sua dignità e il suo diritto di fare impresa. Perchè tutto abbia un senso «la storia di Carmelo, gigante buono e dal sorriso gentile - conclude la nota di “Libera” - deve essere raccontata nelle case, nelle piazze, ai giovani, tra la gente affinché il suo vissuto acquisti forza educativa».

p.b.

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