Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha presieduto la prima riunione dell’anno del Consiglio Nazionale del Terzo Settore elencando le priorità in agenda nel 2020: «Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, i modelli di bilancio degli ETS, la disciplina dei controlli sull’impresa sociale, le linee guida sulla raccolta fondi e sul coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti dell’impresa sociale»

Si è svolta stamani a Roma, nella sede di via Flavia del Ministero, la prima riunione del 2020 del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, presieduta dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.

Il Ministro, con la sua presenza, ha dato un segnale forte della propria attenzione e di quella del Ministero ai temi legati alle attività svolte e ai problemi patiti dalle organizzazioni del Terzo Settore, anche alla luce dell’attuale quadro normativo e delle esigenze finanziarie delle organizzazioni stesse.

Un’attenzione che si era già manifestata con l’atto di indirizzo adottato dal Ministro il 3 dicembre 2019, con il quale erano state individuate le priorità politiche per l’anno 2020. Due i punti cardine nel documento, ricordati oggi dal Ministro Catalfo: «da un lato, il riconoscimento del ruolo degli Enti del Terzo Settore, che rappresentano un presidio fondamentale per la tenuta sociale della nostra comunità; dall’altro, l’impegno dell’Amministrazione per l’attivazione di processi di integrazione condivisa e partecipativa con gli Enti del Terzo Settore per la piena attuazione e operatività della riforma».

Nel suo intervento, il Ministro ha elencato le priorità in agenda nel 2020: «Il decreto sul funzionamento del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, i modelli di bilancio degli ETS, la disciplina dei controlli sull’impresa sociale, le linee guida sulla raccolta fondi e quelle sul coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti dell’impresa sociale. Massimo impegno - ha ribadito Catalfo - sarà profuso dal Ministero per la finalizzazione di tali provvedimenti”.

All’impegno sul versante della produzione normativa, ha proseguito Catalfo, si affiancherà “l’attività interpretativa del Ministero, al fine di assicurare la necessaria certezza del quadro normativo vigente e rendere concreta la funzione istituzionale di sostegno al Terzo Settore”.

Il fronte finanziario, infine, sarà il secondo pilastro sui cui il Dicastero fonderà la sua azione a favore del Terzo Settore. Il Ministro Catalfo ha posto in evidenza il risultato raggiunto con l’approvazione della Legge di Bilancio che «ha previsto l’incremento progressivo per il triennio 2020-2022 della dotazione finanziaria occorrente per la liquidazione del 5 per mille ( incrementata di 10 milioni di euro a partire dal 2020 fino ad arrivare a regime, a partire dal 2022, a un incremento di 25 milioni di euro), in coerenza con l’evoluzione delle scelte della destinazione del 5 per mille, che viene fatta da un numero sempre maggiore di contribuenti”. La titolare del Dicastero ha anche rassicurato riguardo l’adozione, a breve, dell’atto di indirizzo sull’utilizzo delle risorse previste dagli artt.72 e 73 del Codice del Terzo Settore. Dopo la sua registrazione, seguirà la pubblicazione dell’avviso per la selezione dei progetti di rilevanza nazionale, in notevole anticipo, quindi, sulla consueta tempistica e ciò consentirà “agli enti interessati di disporre di un margine temporale più ampio per la formulazione della proposte progettuali».

Oltre alle risorse complessivamente disponibili per l’anno 2020 per effetto della Legge di Bilancio 2020, poco meno di 51 milioni di euro, il Ministro ha infine annunciato l’impegno del Dicastero «a recuperare ulteriori 5 milioni di euro».

«Il Terzo settore ha grandi aspettative ed è importante che il Consiglio abbia ripreso i suoi lavori», ha sottolineato la portavoce del Forum nazionale del Terzo settore Claudia Fiaschi, al termine della seduta del Consiglio Nazionale che ha aggiunto: «Prendiamo atto dell’impegno espresso dalla ministra Catalfo di procedere velocemente sull’attivazione del Registro Unico previsto dalla Riforma così come sull’attuazione dei decreti ad oggi rimasti fermi e che sono imprescindibili per orientare i nostri enti in attesa di risposte. Ci auguriamo quindi che il Consiglio possa proseguire di buona lena i propri lavori e dare risposte alle istanze del nostro mondo favorendone lo sviluppo a sostegno delle comunità in cui opera».

Fonte: Vita

 

 

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