VIBO - Comune, il sociale “divide”

by Tonino

VIBO

Comune, il sociale “divide”

La maggioranza chiede spiegazioni e l’opposizione incalza
Il segretario Scuglia ha fornito i chiarimenti sulle procedure seguite ma il caso è ormai politico: Franca Falduto sott'accusa

Tonino Fortuna

La luna di miele è già finita? Troppo presto, per essere vero... Ma a giudicare dai toni utilizzati ieri da alcuni eletti nella Commissione Politiche sociali, nei confronti dell'assessore Franca Falduto, la conclusione non sembrerebbe così affrettata. A far scricchiolare per la prima volta la maggioranza, il bando per gli ammalati lievi di Alzheimer da affidare ad un centro accreditato per 134 giorni. Un avviso che non ha convinto gli esponenti di varie forze politiche schierate accanto all'attuale amministrazione.

Ma procediamo con ordine. Nella mattinata di ieri, la presidente della IV commissione Lorenza Scrugli ha fornito le delucidazioni del dirigente di settore, il segretario comunale Domenico Libero Scuglia, sull'avviso pubblico in questione. Infatti, nei giorni scorsi, le minoranze e non solo avevano preteso di conoscere le modalità di attribuzione del punteggio, l'elenco dei centri diurni accreditati alla Regione, le modalità di destinazione dei fondi, le ragioni per cui fosse stata preferita tale patologia rispetto ad altre. In primis, «l'attribuzione del punteggio - ha evidenziato il dirigente - è riferito al grado di patologia. L'attribuzione è stata commisurata sul principio che le forme più gravi richiedano assistenza specialistica». Quanto ai centri diurni autorizzati, «è stata inoltrata istanza alla Regione per avere il relativo elenco».

Relativamente all'atto di indirizzo, «l'avviso si riferisce - ha chiosato il dirigente - a contributi finalizzati. I fondi vanno destinati a soggetti con gravi disabilità. E tale patologia è stata preferita perché mai interessata da alcun intervento pubblico». E ancora: «I fondi non sono stati distratti - ha concluso Scuglia - dal servizio mensa a favore degli indigenti per il quale vanno utilizzati fondi per il disagio economico».

Tutto chiaro? Neanche a pensarci. Tanto che ad insorgere, è stata la stessa maggioranza. «Procedimento corretto e inattaccabile - ha esordito Lorenza Scrugli - ma io avrei agito diversamente». Dopo di lei, Stefania Ursida (gruppo Pitaro) ha chiesto «se esista o meno una delibera di Giunta» ed Elisa Fatelli (Con Vibo per Vibo, Udc) ha aggiunto: «Pretendiamo che questi centri diurni siano sul territorio cittadino. I fondi per questa città non devono andare altrove».

A seguire, Antonio Schiavello (FdI) non ha esitato a chiedere che «assessore ed eventualmente dirigente siano chiamati in causa». Durissima, infine, Loredana Pilegi (Vibo prima di Tutto): «Spendiamo oltre 60mila euro, per assistenza per 134 giorni, ad un numero limitato di persone, appena 15. Siamo ridicoli! L'assessore venga a dare spiegazioni adeguate».

Clima teso tra i gruppia sostegno del sindaco

Primi squilli di tromba nella maggioranza che sostiene il sindaco Limardo. Quattro eletti di maggioranza infatti ieri hanno messo in discussione l'operato di un assessore. Troppo presto per parlare di resa dei conti, ma certo il clima non è quello sereno di qualche mese addietro.

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