Lamezia Terme - Il Terzo settore cambia pelle Si punta a migliorare i servizi

by Tonino

Il Terzo settore cambia pelle Si punta a migliorare i servizi

Spesso sono soddisfatti i bisogni primari dei più deboli a cui lo Stato non riesce a dare risposte

Sarah IncamiciaLAMEZIA TERME

Focus sulla riforma del Terzo settore. All'incontro, organizzato dal forum del Terzo settore del lametino e del Reventino, con l'ordine degli assistenti sociali della Calabria, hanno partecipato il variegato mondo del volontariato, i cooperatori sociali, i sindacati, i professionisti degli enti pubblici che si occupano di progettazione partecipata, i rappresentanti dei comuni di: Cortale, Curinga, Falerna, Feroleto Antico, Gizzeria, Jacurso, Lamezia Terme, Maida, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania, San Pietro a Maida, Carlopoli, Conflenti, Decollatura, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia, San Mango d'Aquino, Serrastretta, Soveria Mannelli. A relazionare sul vasto argomento che riguarda la riforma del sociale, Graziella Catozza, portavoce del Forum territoriale Terzo settore del lametino e del Reventino, Francesco Alecci presidente della commissione straordinaria del Comune di Lamezia, Gianni Pensabene portavoce del Forum regionale Terzo settore, Danilo Ferrara presidente dell'ordine degli assistenti sociali della Calabria Enzo Costa componente del consiglio nazione del Terzo settore. Il presidente della commissione straordinaria Alecci, oltre a portare il saluto del Comune, ha posto il tema di Agenda Urbana 2017, fondi europei destinati allo sviluppo del territorio lametino.

«È vero che ci sono stati intoppi burocratici - ha spiegato Alecci - dovute al commissariamento, ma anche alle poche risorse umane e professionali di cui dispone l'amministrazione comunale. Per cui, la gestione di Agenda urbana è stata affidata ad una società esterna. Farò di tutto per non perdere i fondi europei cercando di rispettare le scadenze poste dall'Ue». Tutti i relatori hanno evidenziato l'evoluzione normativa che dal 2014 ha interessato il Terzo settore. Una riforma che deve ancora completarsi con i decreti attuativi, ma che è ormai in via di definizione, anche se ci sono voluti cinque anni per procedere lungo il percorso dell'applicazione concreta della Legge delega. Intanto entro il prossimo 3 e agosto tutti i soggetti interessati dovranno modificare i propri statuti tenuto conto delle nuove indicazioni normative che trasforma le onlus in Ets, all'interno del Codice unico del Terzo settore. Un cambiamento totale sia sul piano normativo che sul quello comportamentale. Cambiano le relazioni tra istituzioni e Terzo settore in termini di trasparenza e razionalizzazione del sistema nel suo insieme. Che vuol dire maggiore collaborazione e l'incentivo, tra i soggetti interessati, a fare rete. In Calabria, il settore necessità di una legislazione snella e trasparente. Di fatti, dall'approvazione della legge regionale n.23 del 2003, sull'istituzione della consulta del Terzo settore, ha evidenziato Gianni Pensabene, «che mancano gli atti attuativi e che hanno determinato nel welfare calabrese un sistema ingovernabile». Motivo per cui non si riesce a programmare piani razionali generando squilibri nell'erogazione dei fondi regionali. Sta di fatto che in alcuni territori calabresi si destina il 70% della spesa sociale. E, in altre aree, magari più bisognose di interventi non riescono ad avere neanche il minimo necessario.

Creati dei centri in tutta la Calabria

Un seminario che ha anche messo in luce l'importanza del Terzo settore, spesso in grado di rispondere a quei bisogni primari nei confronti dei più deboli che lo Stato non riesce a soddisfare. Un Terzo settore che, come ha sottolineato Costa, ha ricucito ferite sociali nel fornire servizi sociali con personale qualificato. In tale direzione, proprio per rendere concreta la riforma, serve un nuovo approccio con le amministrazioni locali per rispondere, in termini di sussidiarietà ai bisogni del territorio. «Come rappresentanti del terzo settore, riconosciuti dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali», ha sottolineato Pensabene, «abbiamo creato dei forum in ogni area della Calabria, per poter essere più vicini a tutte le organizzazioni locali e operare in modo capillare con spirito collaborativo».

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