La riforma del Terzo Settore entrata in vigore con la legge 106/2016 porta ad un riordino complessivo nella trattazione delle sue varie “componenti”, ora assoggettate ad un unico testo sotto la dicitura “enti del Terzo Settore”. Una parte consistente del Codice del Terzo Settore è dedicata ai Centri di Servizio per il Volontariato, interessati da una profonda revisione in chiave evolutiva che ne riconosce le funzioni e prevede l’allargamento della platea a cui prestare servizi, che coincide con tutti i “volontari negli Enti del Terzo settore”, e non più solo con quelli delle organizzazioni di volontariato definite dalla legge 266/91 ormai abrogata dal nuovo codice.

E nella visione del processo di accreditamento dei Centri, che ha portato alla riduzione del loro numero complessivo in tutta Italia in risposta ad alcuni parametri territoriali, anche i tre Centri di Servizio dell’area centrale della Calabria (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) si apprestano a realizzare la fase di accorpamento in un unico Centro di Servizio che li vede protagonisti da tempo.

Nel corso della prima riunione congiunta, tenutasi venerdì scorso nella sede dell’Avis provinciale di Catanzaro, i tre presidenti e i tre direttori (Luigi Cuomo con Stefano Morena per il CSV di Catanzaro; Lucia Sacco con Filippo Sestito per il CSV di Crotone, e Roberto Garzulli e Maurizio Greco per il CSV di Vibo Valentia) si sono confrontati con la folta rappresentanza di consiglieri e membri degli staff intervenuta per dare ufficialmente avvio alla fase interlocutoria, che segue a quella preparatoria già avviata con la previsione di percorsi formativi comuni nel calendario dell’attività di programmazione. La parte tecnica e la parte politica dei tre Centri, assieme ai soci ed ai rappresentanti del volontariato dei tre territori, saranno così attivamente coinvolte in un progetto condiviso che ridisegna l’assetto regionale dei Centri di Servizio - in virtù delle indicazioni riportate dall’Organismo Nazionale di Controllo che si sta adoperando per l’accreditamento dei CSV in base alle nuove norme del Codice del Terzo Settore – e che va affrontato in una logica di cambiamento che dovrebbe portare nei prossimi anni alla realizzazione di un unico Centro di Servizio per il Volontariato in Calabria.

Dalla riunione è emersa la volontà di rivedersi quanto prima – e comunque non oltre il 15 di febbraio – per dare tempo a ciascun CSV di individuare i cinque componenti (scelti tra lo staff tecnico e la componente politica) che andranno a comporre il gruppo di lavoro chiamato a dare seguito alla fase di accorpamento avviata. A partire dalla stesura del nuovo statuto del CSV del centro Calabria.

                                                                                                     Ufficio stampa CSV Catanzaro

  

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