La tecnologia aiuta a monitorare le terapie dialitiche

by galati caterina

 

 

VIBO

IL REPARTO TRA I PRIMI IN ITALIA

La tecnologia aiuta a monitorare le terapie dialitiche


“Share Source”. Si chiama così l’app che monitora i pazienti che effettuano la dialisi peritoneale da casa.

La nuova applicazione è attiva nella locale azienda sanitaria ormai da diversi mesi.

Il centro dialisi dello Jazzolino, il cui responsabile è il dottore Giuseppe Ascoli, è il secondo centro – dopo Crotone – ad averla adottata ed è tra i primi dieci centri in Italia. L’innovativo sistema consente al nefrologo di controllare il dializzato dal computer oppure dal proprio smartphone ed eventualmente modificare lo schema dialitico, la durata degli scambi e i parametri vitali. Si tratta di una nuova frontiera che punta a privilegiare le cure domiciliari – laddove è possibile – ed a migliorare la qualità di vita del paziente e della propria famiglia. Seguire meglio i pazienti in dialisi a domicilio è un vantaggio per tutti, malati e strutture sanitarie, anche se non tutti possono accedere alla dialisi peritoneale. Infatti, molti devono per forza ricorrere all’emodialisi e recarsi in ospedale.

«Con la nuova app – spiega la responsabile della dialisi peritoneale della Nefrologia Ivania Figliano – oltre a monitorare la terapia dialitica possiamo controllare se il paziente sta effettuando la dialisi, quando inizia e quando finisce ed anche verificare i livelli di pressione arteriosa ed il peso corporeo». In pratica pure se un medico si trova all’altro capo del mondo può interfacciarsi con il paziente. La macchina è infatti fornita di un modem che invia i dati all’app.

«Si tratta di telemedicina – osserva il dottore Domenico Tramontana (responsabile dell’emodialisi) – volta a monitorare l’andamento della dialisi. L’app segnala anche gli allarmi e ci consente di intervenire per effettuare le dovute correzioni».

L’obiettivo dell’Asp ed anche quello della Nefrologia e dialisi dello Jazzolino è dunque quello di mettere al centro il paziente in modo da coinvolgerlo nel proprio trattamento, ma anche farlo sentire più sicuro pur essendo al di fuori dell’ospedale. In questo modo il dializzato, che già di per sè vive una condizione difficile, può sentire il medico a portata di mano ed essere in grado di assumere un ruolo attivo nella gestione della propria salute e del proprio benessere.

Ad un rapporto empatico hanno infatti sempre puntato tutti gli specialisti del centro dialisi dello Jazzolino che con i pazienti hanno saputo costruire un rapporto umano basato sul dialogo e sulla collaborazione reciproca.

D’altro canto l’equipe nefrologica dello Jazzolino è nota per la grande professionalità con cui opera, nonostante le criticità strutturali con cui a volte è costretta a fare i conti.

Apprezzamenti all’azienda sanitaria ed al personale medico ed infermieristico arrivano da parte dei pazienti che giorno per giorno possono testimoniare l’impegno e la dedizione con cui, sia nel reparto che attraverso la nuova app, i sanitari operano.

Purtroppo ad assurgere agli onori della cronaca spesso sono le negatività, mentre le innovazioni come “share source” passano spesso in secondo piano.(v.s.
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