Cyberbullismo, gli studenti di Filadelfia mettono in scena un processo simulato

by Murone Emanuela

 

Cyberbullismo, gli studenti di Filadelfia mettono in scena un processo simulato

Il progetto realizzato in collaborazione col Tribunale per i minori di Catanzaro e l’Ufficio scolastico regionale ha avuto come fulcro l’ipotetico caso di una ragazzina vessata

CULTURA

Una ragazzina di 15 anni vittima di cyberbullismo. Avvocati e giudici, anche loro adolescenti, chiamati a indagare e decidere. Ragazzi come tanti che per un giorno si calano in una realtà che spesso vivono soltanto ascoltando distrattamente le notizie che passano in tv e sul web. 

 

Per il secondo anno consecutivo, un gruppo di 20 alunni della scuola secondaria di I e II grado dell’Istituto omnicomprensivo di Filadelfia, guidato dalla dirigente Maria Viscone, ha animato la IV edizione del progetto “Ciak: un processo simulato… per evitare un processo vero”, promosso in collaborazione con il Tribunale per i minorenni di Catanzaro, l’Ufficio scolastico regionale ed il Centro calabrese di solidarietà, allo scopo di educare i ragazzi al rispetto delle regole e della dignità umana.

 

L’iniziativa prevede di mettere in scena un processo simulato, per approfondire dal “vivo” il tema del cyberbullismo, con l’insopportabile bagaglio di aggressività e umiliazione che si porta appresso. Coadiuvati dalle docenti Lucia Quattrocchi e Patrizia Raffaele, i ragazzi hanno arricchito ulteriormente la rappresentazioneintroducendo temi come l’omosessualità e l’emarginazione sociale, riuscendo a focalizzare meglio il confine tra ciò che è lecito e ciò che invece rappresenta una violazione della privacy o una vera e propria molestia. 

 

Fulcro del processo simulato è stata la storia di Gaia, 15 anni, una giovane come tante che sogna di fare la modella. Gaia ha una cotta per Luca e durante una serata con gli amici beve vodka diventando vulnerabile. Per assecondare le richieste del suo amato, abbozza uno spogliarello, pensando che sia un modo per attirarne l’attenzione. Quello che sembrava solo un gioco, un po' spinto forse, si rivela essere l’inizio di un incubo fatto di ricatti e umiliazioni.

I ragazzi hanno avuto l’occasione di conoscere le caratteristiche essenziali della giustizia penale minorile, grazie ai continui interventi esplicativi del presidente del Tribunale minorile di Catanzaro, Luciano Trovato, di Francesca Masucci e di Salvatore Paravati, autore del copione.

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