Fonte: La Legge Per Tutti - Informazione e Consulenza Legale
 
Volontariato: può essere retribuito?
Autore : Chiara Arroi
Data: 24/01/2018
 
La risorsa più preziosa delle associazioni non profit sono i volontari:
ma possono essere retribuiti per le mansioni svolte? Ecco le risposte
“Ciò che dai è tuo per sempre”, si recitava nel film Monsieur Ibrahim e i fiori del
Corano. E quando si parla di dare, non sempre ci si riferisce a cose materiali, a denaro.
Si può donare anche altro: per esempio il proprio tempo. È questo lo spirito che spinge
molte persone generose a diventare volontari e dedicare un po’ del loro tempo libero a
favore di una buona causa: autisti che accompagnano i ragazzi disabili, insegnanti che
insegnano l’italiano ai figli dei migranti che arrivano nel nostro Paese, chi dà una mano
nelle attività di reception e segreteria di associazioni, oppure chi si impegna a
raccogliere fondi per una giusta causa, mettendosi a disposizione per disseminare il
proprio territorio di banchetti e stand di raccolta fondi, soprattutto durante le festività.
Ci sono moltissime opportunità per chi sente il bisogno di fare la propria parte nella
società. Le associazioni e organizzazioni di volontariato sono sempre alla ricerca di
volontari. La domanda è: il volontariato può essere retribuito? La risposta va
cercata nel termine stesso, anche se non sempre è immediata viste le diverse
sfaccettature che la legge consente.
Cosa sono le organizzazioni non profit?
Sono vere e proprie associazioni senza scopo di lucro, che nascono e si strutturano per
far fronte a particolari esigenze di solidarietà e bisogni sociali: tutela della salute,
ricerca scientifica, educazione, assistenza sociale e ai poveri. Agiscono a tutti gli effetti
come attori complementari dello Stato, cercando di ‘arrivare dove lo Stato non arriva’.
Si impegnano cioè a eliminare disparità e disuguaglianze sociali e promuovere il
benessere della comunità: eliminare la fame, la povertà, le guerre, dare riparo ai
senzatetto, promuovere l’istruzione dei bambini poveri, la cultura, dare accoglienza,
promuovere la ricerca per combattere malattie che ancora non hanno una cura, curare
le persone malate o vittime di guerra. Aism, Telethon, Airc, Medici senza Frontiere,
sono solo le più conosciute. Ma ce ne sono davvero tante, anche più piccole e ognuna
promuove la propria buona causa.
Un vero e proprio lavoro! Per questo al loro interno molte (soprattutto le più grandi)
sono strutturate come delle piccole aziende, con personale retribuito che possa
dedicare il giusto tempo e le giuste competenze alla causa: segretari, impiegati
amministrativi, direttori generali, personale addetto alle attività di comunicazione e
raccolta fondi, ai rapporti con i giornalisti. Queste persone sono risorse retribuite e
lavorano per l’associazione a tempo pieno o part time, a seconda dei contratti.
Come si finanziano le associazioni?
Le associazioni hanno bilanci propri e si finanziano con:
Attività private di raccolta fondi - banchetti, adozioni a distanza, grandi
donazioni da parte di aziende, ecc.
Finanziamenti pubblici - perché lo Stato sa che sulla questione della tutela dei
diritti spesso è in difetto di impegno e queste organizzazioni svolgono compiti
molto importanti, complementari alle attività che dovrebbe promuovere lui [1]
Finanziamenti pubblici europei
In quanto associazioni senza scopo di lucro e con fini di solidarietà però, si avvalgono
anche di folte schiere di volontari che, a seconda delle competenze, delle attitudini,
delle esigenze, prestano il loro tempo a titolo gratuito per aiutare gli impiegati e
l’Associazione stessa.
Cos’è il volontariato?
Una delle risorse più preziose che un’associazione possa avere sono sicuramente
loro: i volontari, persone che scelgono di prestare il proprio impegno in modo del
tutto personale, spontaneo e gratuito a favore dell’organizzazione di volontariato di cui
sono parte e solo per fini di solidarietà. Per questo viene spesso da chiedersi se in
qualche modo o in qualche forma si possa ringraziare economicamente queste
persone preziose, domandandosi se il volontariato possa essere retribuito.
Volontariato: può essere retribuito?
Le diverse e generose attività di volontariato che noi cittadini scegliamo di svolgere
per l’associazione che tanto amiamo, sono regolate da specifiche norme [2], che ci
dicono chiaramente che non possiamo essere retribuiti in alcun modo per questa
attività specifica.
Il nostro impegno infatti è a titolo spontaneo e gratuito e il volontariato non è
compatibile con forme di lavoro subordinato e autonomo. Non si può essere cioè
volontari lavoratori. O si è volontari (non pagati) o si è dipendenti-collaboratori (e
allora si può essere pagati).
Le uniche somme che i volontari possono percepire dall’associazione sono i rimborsi
spese. Quando sosteniamo una spesa nell’ambito della nostra attività svolta per
l’organizzazione, allora questa ci può essere rimborsata.
Ad esempio: le spese di benzina, quando usiamo la nostra auto per raggiungere un
banchetto di raccolta fondi con tanto di azalee della ricerca caricate in macchina,
quando accompagniamo qualcuno in un posto, gli scontrini dei parcheggi, il costo di
una raccomandata che facciamo per conto dell’associazione, ecc.
Anche i rimborsi però sono regolati in modo molto rigido, perché per venirci rimborsate
le spese devono essere:
Effettivamente sostenute per l’attività di volontariato prestata
Nei limiti stabiliti dalla stessa organizzazione
Non forfetarie, ma legate alla spesa sostenuta
Sempre documentate
Se le spese sostenute dal volontario però sono molte piccole e restano entro i limiti di
10 euro giornaliere o 150 euro mensili, per ottenere il rimborso è sufficiente
un’autocertificazione firmata sotto la propria responsabilità, senza il bisogno di
allegare giustificativi.
Volontariato: è obbligatoria l’assicurazione?
Un altro obbligo che l’associazione ha nei confronti dei suoi volontari è assicurarli.
Deve cioè sottoscrivere una polizza che protegga loro e l’organizzazione stessa in caso
di malattie o infortuni che possono avvenire nella sede o durante l’attività di
volontariato soggetta a spostamenti o trasferimenti all’estero. La protezione
assicurativa vale anche per la responsabilità civile verso terzi.
Note:
[1] Costituzione italiana, art.18
[2] D. lgs. n. 117 del 2017
Autore immagine: Pixabay
 

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